Febbraio 2004
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Mariella Martinelli pittrice
Ho avuto modo in più occasioni di vedere opere di M.M. e di conoscerla personalmente. Ciò che mi ha subito colpito è stato anzitutto la sua forza morale e il coraggio per aprire una strada nel mondo, ormai sempre più difficile, dell’arte, e la sua capacità di rimanere fedele ad un impulso innato, ad una sua natura intrinsecamente “artistica”. Questo suo modo naturale di essere non va in cerca ovviamente di atteggiamenti artificiosi, quindi non si pone il problema di correnti artistiche, di stili né tanto meno di mode. Risponde solo alla necessità di essere se stessa. Ciò nonostante il mio occhio, abituato da decine di anni d’insegnamento a percorrere e ripercorrere le opere di artisti antichi e moderni, è tentato di fare dei confronti e degli accostamenti. Per questo, guardando le opere di M.M. dagli oli ai guaches, opere in cui il colore è indubbiamente l’elemento dominante, mentre la linea. sempre libera e un po’ bizzarra, fa quasi da supporto, ed in cui anche gli intenti più figurativi confluiscono immancabilmente in configurazioni straordinariamente astratte; per questo, dicevo, le opere di M.M. non possono non essere accostate, sia per esiti formali, sia per il “modus operandi” a quei movimenti di espressionismo astratto che trovi in W. Kandinsky il loro iniziatore ed ispiratore.
Tutti i miei auguri.
Giancarlo Carraro

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