martedì, luglio 01, 2008

Trento,aprile 1999





Ci si ritrova nello studio dell’Artista e il discorso fluisce su mille argomenti, dentro la pausa di un caffè; c’e di mezzo il tempo, la brutta stagione e per contrasto si parla d’estate, quando il Villaggio Verde è tutta animazione, via vai di gente, di - sportivi, di velisti, di surfisti, di virtuosi della bici che inanellano giri attorno ai due laghi di Caldonazzo e Levico. La discussione, il conversare hanno predisposto l’atmosfera giusta per girare nel suo atelier, nello studio che odora di vernici. L’Artista ha già appoggiati, disposti i suoi quadri accanto alle pareti…se li figura già appesi nella sala della mostra…ha individuato le angolazioni da cui possono essere visti, ammirati, capiti. Nella mostra precedente a Calceranica, nell’estate 1998, seicento persone hanno visitato le sale di cui Mariella Martinelli esponeva, seicento persone hanno firmato il “ suo libro di bordo”, seicento persone si sono soffermate davanti al ciclo dei suoi atleti e toreri. C’erano “ragazzo sulla tolda della barca a vela” “Volo col parapendio”, “ Amazzone a cavallo “, “Hockey sul ghiaccio”, “Football americano” e poi” Torero”. Alcune di queste tele sono qui a significare una continuità, non ripetitiva ma solo passaggio, balzo in avanti, per presentare altri lavori che hanno implicato ricerca. Martinelli ha in sé l’urgenza di sperimentare in continuità, di provare, di trovare nuovi modi per proporre tele e temi. Le pareti dello studio le sembrano strette, così la troviamo in giro per i paesi, le cittadine, le borgate è ”per farsi la mano” come lei dice, cerca di cogliere con rapidi schizzi a matita figure e persone che leggono – discutono - hanno pose assorte o esprimono inquietudini. La velocità, il movimento sembrano destare il suo interesse in questo periodo… mezzi con il quale intende esprimere il movimento psicologico dei suoi personaggi. Lo sport per lei è grinta – forza – determinazione verso obbiettivi e mete sempre nuove. Ognuno di noi nel suo intimo ha un progetto di vita che gradualmente cerca di perseguire, un progetto di vita che incresce nel confronto con, gli altri, con i contatti fra artisti e con i coetanei, con le nuove amicizie, le nuove conoscenze artistiche e culturali. Ecco allora le nuove tele come “ Golf ” in cui traspare ancora il disegno, ma dal quale prorompe anche tutta l’energia del lanciatore a buca… Boxe dove la tensione dei corpi non impedisce un senso di leggerezza compositiva… Karate dove abbondano i contrasti dei toni verdi - gialli – blu - turchese…Hockey dove i colori ci offrono compiutamente il guizzo repentino, tutto scatti e vita, degli atleti… Ancora alcuni cow boy sulla porta dei ranch, quasi spettatori di un cammino artistico della Martinelli L’ Artista ora si sente libera nel suo lavoro: le forme non hanno per lei grande importanza. Le permettono di stendere il colore, le tinte, le vernici, gli oli, le tempere come espressione dei suoi stati d’animo. Vorrebbe inseguito raggiungere l’abilità, la capacità di esternare i sentimenti, la pienezza della vita, gli stati d’animo più profondi di quando va dipingendo, dei personaggi che propone, che osserva. Si misura perciò con tecniche particolari che possono rendere la scabrosità dei caratteri…si intravedono visi devastati, appena abbozzati, corpi resi con tratti veloci, al fine di raggiungere il cuore della gente, sentire profondamente, sentire con tenerezza, esprimere il calore dei sentimenti. Martinelli vuole raggiungere una pittura piena di evento e significato. Se disegnare / dipingere è come lavorare, il suo sforzo è volto a “. bucare il muro che separa la realtà e la sua rappresentazione”. Prepara nuovi studi : le sue chine immediate, quelle sulla diaspora del Ruanda, del Burundi, sull’Africa e le donne dell’Africa, sulle figure statuarie di quel immenso continente, figure avvilite dolenti per le guerre e i contrasti tribali. poi altre chine , sulla guerra, sull’esodo del Kosovo, della Bosnia… chine semplici, altre acquerellate, ma con una resa immediata di quella umanità sconfitta e tormentata. Il suo discorso pittorico si avvia anche verso questa pista: in futuro ci potrebbe essere una mostra, una collaborazione con questi disegni - schizzi – impressioni. Alle pareti del suo studio sta nascendo un’altra rassegna, è in nuce un’altra personale, sta per nascere per articolarsi: le tele sono 8/10…Maschere di uomini…angeli…uccelli… persone…città deserte…un focolare…Sono tele fresche, brillanti, fasciate da una brillante cornice nera, forme libere, colori che si fanno forma, per cercare altri modi di comunicare. L’Artista si è presentata a questo appuntamento predisponendo un numero di tele capaci di offrire una panoramica completa delle sue pitture. Ora saranno gli ospiti dell’ Associazione “ Dante Alighieri “ sezione di Trento, accolta presso il Centro Rosmini a decretarne il successo.
Luciano De Carli